Francesco Rosi 1970
La sceneggiatura è stata tratta dal bellissimo libro di Emilio Lussu ?Un anno sull?altipiano?, un testo ora quasi dimenticato. Il film ricostruisce in modo mirabile il contesto bellico e la vita dei poveri soldati. Ripetuti assalti al massacro, comandanti incompetenti e disumani, tribunali militari sanguinari, decimazioni fortuite per la disciplina dei soldati sembrano essere aspetti di un grande gioco bestiale e perverso. Tanti assurdi episodi quali le corazze Fasina gelano il sangue. In un ennesimo e inutile assalto gli stessi mitragliatori austriaci si impietosiscono, interrompono la strage e scongiurano gli <> di tornare indietro.
Mentre il regista usa le tristi vicende belliche per costruire un esplicito ed estremo documento antimilitarista, il testo dell?autore risulta assai più articolato ed interessante. Il giovane tenente, (che invero non muore affatto mentre il generale Leone verrà sostituito) è inizialmente un convinto interventista che si arruola volontario per la Grande Guerra. L’esperienza del fronte rimette in discussione tutte le sue idee sul senso del coraggio, del patriottismo, del valore della vita mentre questa si consuma nel modi più sconvolgenti e raccapriccianti. Lussu scrive il libro che, più che giudicare e condannare, porta il lettore a riflettere sul senso della guerra e della pace in chiave ancora dopo cent’anni attualissima.
Che dire… Un film Epocale. La decadenza degli anni settanta. I reduci del vietnam. Il porno di massa ed i polizieschi al cinema. Un taxi scivola nelle strade di una New York sudicia, corrotta, squallida. che abbisogna di ?una ripulita?. Travis incontra e corteggia una giovane donna per bene ma la sua bellezza e purezza sono solo apparenza, presto emerge tutto il conformismo, la banalità e l?insensibilità del ceto sociale che rappresenta. L?uomo, solo e disperato, decide di trasformarsi in una macchina da guerra, ma fallisce nell?invano sforzo suicida contro un nemico molto più potente che quattro farabutti dei bassifondi. L?incontro con una ragazzina minorenne che si prostituisce salva il solitario bombarolo dalla propria autodistruzione. Il caso trasforma un reduce disadattato in eroe cittadino e tutto torna a scorrere come sempre nella solita madida e viziosa grande mela. Una città che oggi sembra tutta pulita e luccicante ma che credo non sia migliore di trent?anni fa, pure parte del suo autentico fascino è forse andato perduto.
Come è stato vissuto e affrontato quel fatidico mattino dell?11 settembre? Sebbene difficile capire subito quanto stava accadendo, non si spiega affatto l?inettitudine dei reparti militari, il più potente esercito del mondo assolutamente assente. Il film non racconta abbastanza la stranezza di quella confusione. La parte più convincente è quella sull?United 93, nonostante la necessaria fantasia. Con le telefonate a casa i passeggeri poterono realizzare quanto gravi fossero le loro condizioni. Il film rende bene l?idea di come potrebbero essere stati vissuti quei tragici, disperati ultimi momenti. Questo lavoro di Greengrass è sicuramente interessante, ma meno efficace ed incisivo del suo precedente Bloody Sunday.
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