Il Camorrista
‘o pruffossore di Vesuviano!" emerge dal profondo sud, dal cuore contadino della Campania più povera, un nuovo messia a Poggio Reale, guida per una nuova emancipazione ed affermazione sociale di chi era tra gli ultimi sbandati. Audacia, Intelligenza e un pizzico di fortuna lo portano ai vertici del potere criminale. Al culmine del proprio successo Istituzioni e Giustizia sono impotenti, Polizia e Magistrati ripetutamente sfottuti, pure lo Stato scende a patti con lui, ma, come spesso accade nelle vicende umane eccesso e presunzione portano il boss ad un repentino tramonto.
Questo cinema parte da terribili vicende di storia criminale e va oltre, si trasforma in rappresentazione assoluta e ideologica di quel fenomeno epocale e tristemente attualissimo che è il crimine organizzato. Saviano testimonia nel suo "Gomorra" quanto questa celluloide faccia costume tra gli stessi camorristi.
Il volto di Ben Gazzarra buca lo schermo, un’interpretazione eccezionale, l’esordiente Tornatore sembra azzeccare un capolavoro quasi per caso.



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