Water

28 Febbraio 2007 1 commento

Deepa Mehta, India 2005

Tradizionalmente i matrimoni degli indu vengono combinati dai genitori fin dall’infazia, lo sposo puo essere anche molto piu anziano della sposa considerata “proprieta” del congiunto. Le vedove non possono risposarsi e vengono forzate ad una vita di segregazione e rinuncia.
India 1938, la piccola Chuya, sposa e vedova ancora in tenerissima età viene abbandonata dalla famiglia e costretta a vivere in una povera casa adibita ad ospizio per donne giovani e meno giovani nelle medesime condizioni.
Un giovane bramino sostenitore del movimento di Gandhi contro le discriminazioni offre speranza alla bella Kalyani ma Un destino beffardo ed ingrato pone fine al loro sogno d’amore. Chuya sembra condannata alla stessa sorte ma fortunatamente viene salvata da una fedele compagna piu anziana e caricata sul treno del Mahatma. Una luce di speranza per il popolo Indiano.
L’enfasi sul melodramma non impedisce di assaporare intensamente il fascino di una terra piena di contraddizioni. All’intensa e profonda spiritualità indiana fa da contraltare un sistema sociale pieno di sopprusi e discriminazioni in nome della tradizione.
Gli ostacoli incontrati nella realizzazione e distribuzione di questo film la dicono lunga su quanto pesante sia ancora

oggi l’integralismo Hindu.

Quarto Potere

24 Febbraio 2007 1 commento

Film del 1941, girato mentre in Europa infuriava la guerra, capolavoro di un giovanissimo Orson Welles capace di una regia e sceneggiatura memorabili, assolutamente innovative per quegli anni. Sbagliando lo si potrebbe datare anche molto più tardi. Visto oggi risente un po’ della sua età. Interessante e sempre attuale il personaggio Kane: magnate intraprendente, politicante populista che considera i cittadini ‘roba sua’, maniaco collezionista, arrogante, autoritario, orgoglioso, chiuso nel proprio ego e nell’ossessiva ricerca dell’effimero autocompiacimento. Sperperando denaro e circondandosi di tirapiedi è destinato solo a fare soffrire chi gli sta più vicino. Morirà nel proprio mausoleo di solitudine piangendo al ricordo di una povera lontana infanzia.

Slevin – Patto criminale

12 Febbraio 2007 Nessun commento

Un’abile regia e un grande cast rendono godibile un film di genere senza grandi pretese. Bruce Willis veste magnificamente i panni del killer misterioso e inafferrabile, l’accattivante Ben Kingley fa la parte di un boss ebreo e chiamato il Rabbino, Morgan Freeman il boss avversario, Lucy Liu buona per la storiella d’amore e il sornione protagonista (Josh Hartnett) consumerà l’antica vendetta contro i cattivoni come piace tanto al pubblico Americano e non. Una briosa messa in scena… ma dove stanno le idee nuove?

The road to Guantanamo

10 Febbraio 2007 Nessun commento

Tra documentario e fiction la storia vera di tre ragazzi Anglo-pakistani catturati in Afganistan e portati a Guantanamo, famigerata prigione creata al di fuori del suolo statunitense in modo che l’esercito possa operare evitando la giurisdizione delle autorità civili.
Un istintivo e naturale bisogno di tortura e vendetta esiste in qualsiasi contesto bellico. In questo caso il nemico si chiama “terrorismo”, una minaccia per sua natura sfuggente. Creare una guerra e fomentare la paura nei cittadini serve ai potenti per giustificare i loro abusi. Conviene loro individuare qualcuno e qualcosa a cui attribuire tutte le colpe e placare la sete di rabbia di un popolo frustrato e ingannevolmente defraudato dei propri diritti. Un copione già scritto tante volte e ripreso nel capolavoro 1984 di George Orwell. Le verità scomode su 11 settembre, Al Kaida, Iraq e terrorismo islamico forse le sapremo solo tra alcuni anni.

Il cane giallo della Mongolia

23 Gennaio 2007 Nessun commento

Byambasuren Davaa, germania/mongolia 2005

Questo film ha la magia di farci assaporare un bellissimo pezzetto di autentico oriente. La storia del cane è solo un pretesto per ammirare l?incanto della vita quotidiana della famiglia Batchuluun in simbiosi con la natura, la profonda semplicità e saggezza del culto Buddista, la legge eterna di vita, morte e rinascita, il dono prezioso di esistere come esseri umani, la preghiera di gratitudine per l?infinita generosità della Terra.
Quel camioncino che invita a recarsi alle urne viaggia lontano mille anni luce da un bellissimo mondo che va scomparendo. Musica e fotografia splendide.

Elizabethtown

13 Gennaio 2007 Nessun commento

Dove vuole andare questo cinema americano che pretende di essere impegnato offrendo tali prodotti strampalati? Ma perchè mai uno che fa perdere un miliardo di dollari dovrebbe deprimersi e suicidarsi? Che dovrebbero fare allora Tronchetti Povera, Cimoli, e Colaninno ? Magari avessi io la facoltà di perdere una tale cifra! Agganciare un coltello alla ciclette per suicidarsi farebbe ridere? Dove sono tutto il dolore e la sofferenza che naturalmente provoca nei suoi cari la morte di un uomo? In uno show con trionfo finale di mammina, donna ritrovata che balla il tip tap? Del buono si può trovare solo nel personaggio della giovane Claire (Kirsten Dunst) l’unica che riesce a suscitare reale simpatia e a dare un po’ di senso ad una pellicola alquanto sconnessa. Cinema sopravvalutato.

Aguirre furore di Dio

5 Gennaio 2007 1 commento

Aguirre aspira ad un nuovo grande impero. El Dorado è la chimera del potere. L?Uomo fa presto a mettersi in bocca il nome di Dio per portare la morte nel suo verbo seguendo un delirante sogno perverso e autodistruttivo.
Come quei Conquistadores allora, ancora oggi l?Occidente si illude di essere portatore di civiltà e giustizia quando nel suo grembo, quasi senza averne coscienza, nascono e maturano le brame più grette e meschine.
Herzog inventa il cinema ?visionario?. Apocalypse Now arriverà dopo. L?interpretazione di Klaus Kinski diventa leggenda.

Zorba il Greco

1 Gennaio 2007 Nessun commento

Zorba è un uomo autentico, coraggioso e folle, Basil timido ed introverso come due opposti che si attraggono. Zorba è uno che non si arrende mai, <>. La morte infatti segna pesantemente la storia dei due, la forza di Zorba non può sopperire alla vigliaccheria del giovane scrittore che non sa reagire di fronte all’aggressione della propria amata. Il progetto minerario dei due finisce in una fragorosa catastrofe, ma il padrone imparerà a ridere e chiedere al suo fedele servitore di insegnargli finalmente a ballare. Una colonna sonora intramontabile ed un immenso Antony Queen bastano a rendere questa pellicola, magari non all’altezza del romanzo, un esempio di grande cinema.

Uomini Contro

26 Dicembre 2006 Nessun commento

Francesco Rosi 1970

La sceneggiatura è stata tratta dal bellissimo libro di Emilio Lussu ?Un anno sull?altipiano?, un testo ora quasi dimenticato. Il film ricostruisce in modo mirabile il contesto bellico e la vita dei poveri soldati. Ripetuti assalti al massacro, comandanti incompetenti e disumani, tribunali militari sanguinari, decimazioni fortuite per la disciplina dei soldati sembrano essere aspetti di un grande gioco bestiale e perverso. Tanti assurdi episodi quali le corazze Fasina gelano il sangue. In un ennesimo e inutile assalto gli stessi mitragliatori austriaci si impietosiscono, interrompono la strage e scongiurano gli <> di tornare indietro. 
Mentre il regista usa le tristi vicende belliche per costruire un esplicito ed estremo documento antimilitarista, il testo dell?autore risulta assai più articolato ed interessante. Il giovane tenente, (che invero non muore affatto mentre il generale Leone verrà sostituito) è inizialmente un convinto interventista che si arruola volontario per la Grande Guerra. L’esperienza del fronte rimette in discussione tutte le sue idee sul senso del coraggio, del patriottismo, del valore della vita mentre questa si consuma nel modi più sconvolgenti e raccapriccianti. Lussu scrive il libro che, più che giudicare e condannare, porta il lettore a riflettere sul senso della guerra e della pace in chiave ancora dopo cent’anni attualissima.

Taxi Driver

12 Dicembre 2006 Nessun commento

Che dire… Un film Epocale. La decadenza degli anni settanta. I reduci del vietnam. Il porno di massa ed i polizieschi al cinema. Un taxi scivola nelle strade di una New York sudicia, corrotta, squallida. che abbisogna di ?una ripulita?. Travis incontra e corteggia una giovane donna per bene ma la sua bellezza e purezza sono solo apparenza, presto emerge tutto il conformismo, la banalità e l?insensibilità del ceto sociale che rappresenta. L?uomo, solo e disperato, decide di trasformarsi in una macchina da guerra, ma fallisce nell?invano sforzo suicida contro un nemico molto più potente che quattro farabutti dei bassifondi. L?incontro con una ragazzina minorenne che si prostituisce salva il solitario bombarolo dalla propria autodistruzione. Il caso trasforma un reduce disadattato in eroe cittadino e tutto torna a scorrere come sempre nella solita madida e viziosa grande mela. Una città che oggi sembra tutta pulita e luccicante ma che credo non sia migliore di trent?anni fa, pure parte del suo autentico fascino è forse andato perduto.